5 errori da non fare con i tuoi followers

Ci siamo. Sei lanciatissimo/a, hai dato vita al tuo profilo online e le persone iniziano a contattarti.

Ti inviano messaggi in direct, a volte mail e finalmente iniziano a interagire, a interessarsi al tuo lavoro, a chiederti consigli. A volte chiedono addirittura il tuo parere perché magari sono in una situazione di stallo o sono capitati in mano a qualche incompetente e vogliono sapere se fidarsi…se quello che stanno facendo è giusto o devono rivolgersi a qualcun altro…magari proprio a te.

Ah! Poi ci sono quelli che ti chiedono il consiglio rapido, quello risolutivo e tu, tu conosci benissimo la risposta perché sei preparato/a, hai esperienza, le persone le inquadri da 2 frasi e in altre 2 frasi potresti davvero svoltargli la situazione e lo fai!


Le persone ti cercano per la tua preparazione, per la tua sincerità, perché tu NON lavori…FAI QUELLO CHE AMI! E, si sa, chi fa quello che ama non lavora un giorno in vita sua. Potrebbe farlo anche gratis.

Ah no, non sei in questa situazione? O meglio si, le persone ti cercano, ti chiamano, ti chiedono consiglio ma, aspetta un attimo, che razza di domande ti fanno? Ma bisogna proprio essere idioti per fare delle domande così banali, non sanno che esiste Google? Ma cosa pensano, che davvero in un messaggio in direct tu possa dargli dei consigli così dettagliati?

Insomma è pur sempre il tuo lavoro! E il lavoro da che mondo e mondo va PA-GA-TO. E se fossero dei competitor? Magari delle persone che fanno il tuo stesso lavoro e sotto mentite spoglie vogliono rubarti i segreti del mestiere? No, non ci caschi, non tu che ti sei fatto/a il mazzo sui libri, pagando profumatamente la tua formazione per anni.

Ti suona familiare qualcuna di queste situazioni? Si eh…?
Immagino di si. In caso contrario continua a leggere sotto, magari non ti sei mai trovato/a in una situazione del genere ma puoi trovare comunque utile quello che sto per dirti.

Sei proprio certo/a che la tua interazione con i tuoi followers -per inciso i tuoi potenziali clienti- sia “giusta”? Sei sicuro/a che la “colpa” sia loro e che non sia tu a fare qualche errore madornale?

Oggi ti parlo di 5 errori che troppo spesso vedo fare con il proprio pubblico online


1. Smettila di comportarti come un adolescente e definisci il tuo ruolo!

Hai deciso di lavorare online, di costruire un tuo brand, di farti conoscere. Qual è il tuo scopo sui social quindi? Non ti è chiaro? Ti aiuto io: il tuo scopo sui social è far sapere agli altri cosa fai e come lo fai, quindi la tua professione e il tuo stile lavorativo.
E come lo fai? Mostrando il tuo lavoro e mostrandoti disponibile, autorevole e professionale. Comunicando in modo adeguato con le persone che ti contattano e che, ti ricordo, sono i tuoi potenziali clienti.

I social rompono tante barriere e spesso il fatto di essere costantemente nella vita delle persone lascia loro modo di credere che questa sensazione di conoscerti sia ricambiata quando invece, nella maggior parte dei casi, tu non hai idea di chi ci sia dall’altra parte, dietro un nickname assurdo e una foto profilo di un cane o di un tramonto.
Spesso le persone ti prendono come riferimento, confidente, si comportano come se fossero amici, colleghi, parenti, confidenti. Così via libera a “tesoro”, “cara”, “ciao una domanda al volo”. E tu? E tu reagisci a volte in modo emotivo, ricambiando cuoricini o, al contrario, in modo stizzito con atteggiamenti scostanti o perfino scortesi.

Ricorda una cosa MOLTO IMPORTANTE: le persone che ti scrivono lo fanno perché hanno una domanda, un dubbio, vogliono da te un’informazione e devi allenarti a leggere tra le righe e sviluppare la capacità di dar loro quello che vogliono spogliandolo dal contesto emotivo, tuo e loro. Per te è un’occasione.


Impara a fare quella che in psicologia si chiama “analisi della domanda”.
-Cosa vuole questa persona da me?
-La posso aiutare facendo in modo che la mia risposta le sia di aiuto?
-Se non posso farlo, per quale ragione?
-Se si tratta di una domanda troppo lunga o complessa, ho del materiale sul mio profilo al quale rimandarla?
-Se non ce l’ho, forse posso prendere spunto dalla sua domanda e da quelle di altre persone per ampliare i miei contenuti gratuiti…in pratica la mia vetrina?


Ricorda: ogni contatto è un’occasione che può essere sfruttata per acquisire un cliente o per chiarirti le idee su quello che puoi fare. Se poi ovviamente si tratta di clienti ai quali sei certo/a di non essere interessato, liquidali gentilmente e chiediti -se sono in parecchi della stessa tipologia a contattarti- come mai continua a contattarti una certa tipologia di persone perché, quasi sicuramente c’è un errore nel tuo stile comunicativo.

 

2. Non te la tirare.


Già…questo è un altro errore agghiacciate che ho visto fare più e più volte. “Ma che domande idiote mi fanno?!”, “Ma io ho da lavorare, non ho tempo per questa roba”. Sai cosa? Se la vedi così chiudi direttamente la possibilità di inviarti direct, metti un bel listino prezzi sul tuo sito, incolla il link del tuo sito nella tua bio e sei a posto!


Ma se la pensi così lascia che ti dica una cosa: è probabile che non acquisirai molti clienti a meno che tu non sia il personal trainer di qualche super star o sia un cardiochirurgo di fama internazionale. Ma dubito che staresti leggendo questo articolo. Tu sei il professionista, loro sono le persone che hanno bisogno di te e, diciamocelo chiaramente, prima di studiare e di diventare un luminare nel tuo ambito, ammesso che tu lo sia, neanche tu avevi la minima idea di certe cose…proprio come le persone che ti scrivono. Quindi scendi dal piedistallo, mettiti nei panni delle persone che ti cercano e hanno bisogno di te, sii gentile e dai quello che puoi.


3. Non fare taglia e cuci, a meno che tu non sia una sarta.

Non c’è cosa meno professionale e più antipatica dei professionisti che parlano male dei colleghi, sopratutto con estranei e sopratutto con potenziali clienti! Santo cielo, un abominio! Ricorda: parlare male degli altri non solo è inutile ma ti danneggia come figura professionale. E’ una delle più grandi manifestazioni di insicurezza che puoi dare ai tuoi potenziali clienti. Se ti chiedono un’opinione su qualcuno che conosci o che non conosci, a meno che non si tratti di qualcosa di OGGETTIVAMENTE pericoloso o illegale, non assecondare MAI la voglia di sparlare pur di farti amico il potenziale cliente. Diplomazia, cortesia e pensa a curare il tuo lavoro, non a sminuire quello degli altri. E’ l’unico modo per emergere.

4. Non sei un servizio di emergenza h24.

Ahhh le urgenze! Sei all’inizio e non vuoi perdere un messaggio. Sei sempre con il telefono in mano, hai dei tempi di risposta che farebbero invidia alla polizia di stato o al pronto soccorso. Ottimo lavoro! Hai appena “educato” i tuoi potenziali clienti a instaurare un rapporto di morbosa dipendenza, così che la prossima volta che per caso sei sotto la doccia e non rispondi in 35 secondi netti loro saranno delusi, amareggiati, si sentiranno abbandonati e non sapranno cosa fare. Ho una notizia bomba: non sono realmente in pericolo, sono solo ansiosi e se continui a soccorrerli non li aiuterai se non ad aumentare la loro aspettativa che inevitabilmente prima o poi verrà tradita generando frustrazione. Ah…e se fossero realmente in pericolo non è a te che devono rivolgersi ma ad un ospedale o alla polizia.

5. Non rimproverare, non sei una maestra delle elementari.

Si, è vero, i social rompono le barriere e tante persone sono, senza troppi giri di parole, maleducate. Non salutano, non si presentano, non ringraziano…niente. E’ fastidioso? Si, parecchio. Ma non è facendo scenate isteriche da casalinga disperata che li salverai dalla loro mancata educazione. Vuoi essere trattato con rispetto? Dai il buon esempio e se vedi che l’imprinting non funziona e che effettivamente Konrad Lorenz aveva parlato solo di anatre, non di esseri umani, ricorda che hai sempre la scelta di non interagire con un certo tipo di pubblico. Non rispondere, elimina i messaggi, addirittura puoi bloccarli e piano piano vedrai che si creerà una selezione (semi)naturale.

Buona interazione!
Ilaria

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